L’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle fragilità sociali e sanitarie impongono una profonda revisione dei modelli di assistenza e cura. È il messaggio lanciato da Giuseppe Milanese, presidente di Confcooperative Sanità, che richiama l’attenzione sulla necessità di costruire un sistema capace di rispondere alle sfide della longevità, della non autosufficienza e delle malattie croniche. Di fronte a una domanda crescente di servizi e a un Servizio sanitario nazionale sempre più sotto pressione, emerge l’esigenza di rafforzare la sanità territoriale, l’assistenza domiciliare e le reti di prossimità, superando una logica frammentata delle prestazioni.
Al centro della proposta vi è la costruzione di un welfare di vicinato che integri servizi sanitari, assistenza sociale, tecnologie digitali e comunità locali, mettendo al primo posto la persona e la continuità della presa in carico. In questo contesto, la cooperazione sanitaria viene indicata come una risorsa strategica per garantire prossimità, inclusione e sostenibilità, grazie a una presenza capillare nei territori e alla capacità di coniugare professionalità, mutualità e innovazione.
La sfida dei prossimi anni sarà accompagnare la transizione verso una “sanità della longevità”, capace di rispondere ai nuovi bisogni di una società che cambia.
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