BCE: l’intelligenza artificiale sul lavoro raddoppia in due anni

L’intelligenza artificiale entra sempre più rapidamente nella quotidianità lavorativa europea. Secondo un’analisi degli economisti della Banca centrale europea, la quota di lavoratori che utilizza strumenti di IA è passata dal 26% nel 2024 al 52% nel 2026. Per chi li utilizza, il beneficio è significativo: il risparmio medio raggiunge circa 3 ore alla settimana, pari al 7,7% del tempo lavorativo, mostrando il potenziale della tecnologia nel migliorare produttività ed efficienza.

La diffusione, tuttavia, rimane disomogenea. Solo il 48,8% dei lavoratori dichiara di ottenere effettivi vantaggi in termini di produttività, mentre una parte consistente dei dipendenti continua a non utilizzare l’IA, soprattutto a causa di ostacoli culturali, organizzativi e legati alla formazione. L’analisi, basata su un’indagine che coinvolge ogni mese circa 20.000 persone in undici Paesi dell’area euro, non rileva al momento evidenze di una riduzione dell’occupazione a livello aziendale legata all’intelligenza artificiale. Emerge però la necessità di accompagnare l’innovazione con nuove competenze e percorsi formativi, affinché i benefici dell’IA possano essere accessibili a una platea sempre più ampia di lavoratori.

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